English
Translation
Origin
of La Caccia
Alle Streghe
Tutte
le religioni
hanno un lato
rispettabile
e uno manchevole.
Non dobbiamo
piu' spezzare
ciascuno gli
idoli dell'altro;
ma guidare
dolcemente
gli uomini
fuori dall'idolatria.
I libri sacri
di tutte le
nazioni in
tutti i tempi
sono stati
collezioni
di favole.
(Eliphas Levi)
LA
CACCIA ALLE
STREGHE
SINTESI
DI UN GENOCIDIO
alateus
PARTE
I - PRIMA
DEL MASSACRO
§ 01
- FISSIAMO
I LIMITI
Trattando
di "caccia
alle streghe"
molti autori
tendono ad
allargarsi,
nel corso
delle loro
esposizioni,
per considerare
come argomenti
connessi e
pertinenti
anche:
• la
caccia agli
eretici (ebrei
e marrani,
catari, valdesi,
ecc.)
• le
ossessioni
• le
possessioni
demoniache
• i
riti satanici
• e
quanto altro
ha avuto attinenza
con i momenti
piu' oscuri
della storia
del cristianesimo.
Per vari motivi
di brevita'
e di sintesi
espositiva
in queste
pagine si
tratta unicamente
delle "streghe"
e del martirio
che hanno
dovuto subire
durante i
tre secoli
che vanno
dal 1400 al
1700.
Il periodo
compreso tra
1400 e 1700
e' quello
solitamente
indicato dagli
storici come
il "tipico
periodo"
nel quale
sono stati
operati dalla
chiesa i grandi
massacri a
danno dei
suoi nemici
o presunti
tali, anche
se questo
non e' sostanzialmente
esatto, trattandosi
di limiti
posti per
esigenza e
comodita'
di studio.
In realta'
la persecuzione
delle streghe
si e' manifestata,
seppure in
tono minore,
gia' a partire
dall'alto
Medioevo ed
e' continuata
ben oltre
il 1700.
Nel
testo non
vengono trattati
i casi di
"possessione
demoniaca",
verificatisi
in alcuni
conventi (come
quello delle
Orsoline di
Loudun), che
altro non
sono che esasperate
turbe sessuali
di povere
disgraziate
condannate,
dalle loro
famiglie,
a consumare
la loro esistenza
tra le mura
di un convento;
inoltre e'
stato omesso
anche l'episodio
inerente le
"Streghe
di Salem"
perche' gia'
trattato in
altra pagina
di questo
sito, e anche
per limitare
l'esposizione
a quanto avvenuto
nei soli paesi
europei.
Sempre
su questo
sito potete
consultare:
* I. E. Ferrario
- Triora,
la Salem d'Italia.
* A. C. Marturano
- Streghe
e stregoni
nel medioevo
russo.
* E. Dall'Aglio
- Il Giullare
e le Streghe.
* G.T. Garella
- Storia della
Stregoneria
negli U.S.A.
In questa
PARTE I, prescindendo
dalla furia
omicida del
cristianesimo,
cerchiamo
di definire,
a grandi linee,
chi e cosa
si intendeva
per strega
prima del
1200-1300.
§ 02
- LA STREGA
ANTICA
Prima
di addentrarci
nella storia
del genocidio
delle streghe
e' quindi
necessario
puntualizzare
bene la natura
e le caratteristiche
di questi
singolari
ed inquietanti
personaggi.
Per comodita'
di esposizione
conveniamo
di indicare
come "strega"
sia i soggetti
femminili
che quelli
maschili (maghi,
negromanti,
stregoni,
....); questa
e' una convenzione
generalmente
accettata,
tenuto conto
che il massacro
avvenuto tra
il 1400 ed
il 1700 ha
colpito in
massima parte
soggetti di
genere femminile;
utilizziamo
quindi il
termine strega
in senso neutro.
La
strega e'
una figura
senza tempo
che si puo'
far risalire,
se non alla
preistoria,
certamente
alla protostoria.
Comunque non
e' necessario
spingersi
tanto lontano;
basti ricordare
alcune famose
streghe che
la cultura
e la letteratura
antica ci
hanno tramandate
quali Medea,
Circe, Canidia,
Panfila, Ecate,
Diana ed altre
dai fantasiosi
e impossibili
poteri.
E' stato affermato
da piu' parti
che:
"la strega
fa paura solo
a chi ci crede"
questa
affermazione
lascia supporre
che, da un
punto di vista
razionale,
la strega
possa essere
stata una
figura del
tutto negativa,
una parassita
nel contesto
sociale dei
tempi passati.
Si deve però
poi prendere
in considerazione
anche l'altra
comune asserzione:
"la strega
e' stata una
figura temuta
ma ovunque
ricercata"
e
cio' fa pensare
che, malgrado
le incredibili
sciocchezze
addebitate
a questa singolare
figura, qualche
funzione positiva
puo' comunque
esserle attribuita.
Occorre
pertanto vedere
come operava,
dove e cosa
faceva realmente
una strega
prima della
grande strage
e prima che
il clero l'accusasse
di quelle
attivita'
ignobili,
collegate
alla figura
del Diavolo,
che il clero
stesso aveva
inventato
a giustificazione
del proprio
abominio.
Un'altra affermazione
che puo' lasciare
il lettore
perplesso
ma che deve
essere accettata
- seppure
con riserva
- e' che:
"la strega
era fondalmente
onesta e credeva
in buona fede,
pur sbagliando,
in cio' che
faceva e nei
suoi illusori
poteri"
L'affermazione
trova una
sua giustificazione
se si esamina
in particolare
quelle che
erano le sue
attivita'
e l'ambito
in cui operava.
La
strega e'
stata una
figura tipicamente
rurale, contadina;
era presente
ed operava
nelle campagne,
vivendo isolata
nei boschi
o ai margini
di piccoli,
sovente miserabili
villaggi.
Le streghe
di citta'
potrebbero
sembrare un'eccezione
ma in realta'
anch'esse
appartenevano
alla stessa
categoria.
Molte di esse
avevano abbandonato
la campagna
e scelto di
vivere nell'ambito
cittadino
spinte dalla
fame, alla
ricerca di
un quotidiano
e precario
pezzo di pane.
In citta'
praticavano
oltre alla
loro arte
anche la prostituzione,
sino a quando
l'eta' lo
permetteva;
si insediavano
normalmente
nei bassifondi
a contatto
con la feccia
cittadina,
preparando
e vendendo
prodotti medicamentosi,
filtri d'amore,
unguenti cosmetici,
prodotti abortivi
ed anche quei
veleni che
la societa'
di allora
usava spesso
e volentieri.
Sia
in campagna
che in citta'
si puo' dire
che la strega,
(a volte detta
anche: lammia,
masca, bagiura),
operasse in
due ben specifici
settori:
• la
magia bianca
• la
magia nera
§
03 - LA SCUOLA
DELLE STREGHE
Streghe
non si nasce,
si diventa.
Affermazione
abbastanza
scontata che
pero' lascia
intuire quello
che doveva
essere il
tirocinio
di un'aspirante
strega.
In
linea di massima
l'arte veniva
trasmessa
da madre a
figlia o da
strega-maestra
a strega-apprendista,
mediante lunghi
anni di apprendimento
e di pratica.
Anzitutto
occorreva
acquisire
una buona
conoscenza
sulle virtu'
di varie erbe,
muffe, funghi,
minerali e
sostanze varie.
Bisognava
imparare a
procurarsi
le materie
prime, raccogliendo
le erbe necessarie
nella giusta
stagione,
quando esse
maturavano
pienamente
le loro qualita'
medicinali,
venefiche,
soporifere
o allucinogene.
Occorreva
apprendere
l'arte di
essicarle
e conservarle
con particolari
accorgimenti
affinche'
non perdessero
le loro proprieta'.
Bisognava
imparare a
dosarle, miscelarle
in giusta
misura con
altri componenti,
per preparare
decotti, filtri,
pomate, veleni,
unguenti ed
elisir destinati
a produrre
specifici
effetti.
Di fatto la
strega, senza
rendersene
conto, alcune
volte riprendeva
antiche ricette,
alcune delle
quali forse
risalenti
a Galeno,
ottenendo
parecchi di
quei prodotti
medicinali
che oggi vengono
acquistati
in farmacia
come "specialitá".
Per
fare cio'
le streghe
disponevano
di "Libri
Magici"
(vedi §
26) che erano,
allo stesso
tempo, raccolte
di ricette
mischiate
a formule
magiche per
esercitare
taluni incantesimi.
Questo lascia
supporre che
alcune streghe
sapessero
leggere, se
non scrivere,
e questo,
a volte, le
poneva su
di un piano
culturale
e di conoscenza
superiore
a quello di
certuni sprovveduti
che le perseguitavano.
Tutte le streghe
"credevano"
nella loro
arte e la
esercitavano
con convinzione
ed in buona
fede,
anche
quando si
trattava di
improbabili
magie o incantesimi
privi di effetto;
tutto questo
a prescindere
da fantasiosi
patti col
Diavolo che
furono un'invenzione
della chiesa
e dei suoi
sicofanti
a soli fini
persecutori.
§
04 - LA MAGIA
BIANCA
Scopo
fondamentale
della magia
bianca era
quello di
dare la guarigione
(o almeno
dare sollievo)
ai vari e
piu' comuni
malanni e
alle infezioni
cutanee allora
assai comuni,
viste le discutibili
abitudini
igieniche
di quei tempi.
Tutto
questo veniva
realizzato
dalla strega
seguendo antichissime
ricette, a
volte manoscritte,
risalenti
alla notte
dei tempi,
tramandate
da madre a
figlia o da
maestra ad
apprendista.
Erano sostanzialmente
ricette, collaudate
dal tempo,
a base di
erbe e di
radici che
le streghe
raccoglievano
e trattavano
con la competenza
a loro tramandata,
trasformandole
in pozioni,
decotti, impiastri,
unguenti che
"di solito
funzionavano".
Ed
e' proprio
il fatto che
di solito
funzionassero
a far credere
alle streghe,
in tutta buona
fede, di essere
in possesso
di "particolari
poteri"
che poi pensavano
di poter esercitare
in altre occasioni,
con altri
mezzi e con
risultati
del tutto
illusori,
come accadeva
nell'ambito
delle attivita'
di magia nera.
Una
cosa deve
essere chiara
e scontata:
le streghe
riconoscevano
le piu' comuni
malattie e
preparavano
gli specifici
rimedi con
gli ingredienti
piu' adatti
suggeriti
dai loro tradizionali
ricettari,
pero' ignoravano
completamente
quali erano
i principi
terapeutici
attivi contenuti
negli ingredienti
stessi.
Oltre
a cio' erano
in grado di
curare le
fratture degli
arti (conciaossa),
medicare ferite,
assistere
le partorienti
(mammane)
quando nei
villaggi mancava
la levatrice
"patentata".
Resta
il fatto che
in una societa'
dove era proibito
agli ebrei
ed alle donne
di praticare
la medicina,
qualche rischio
lo correvano,
a volte, con
tragiche conseguenze.
Malgrado cio'
la loro conoscenza
sulla virtu'
delle erbe
poteva, in
certi casi,
conferire
loro qualche
riconoscimento
ed un occhio
di riguardo
quando erano
costrette
a mendicare
per sbarcare
il lunario.
Occorre
tenere presente
che la miseria
diffusa e
generalizzata
del mondo
contadino
non permetteva
grandi retribuzioni
in cambio
dei loro rimedi;
sovente dovevano
accontentarsi
di un po'
di latte,
una scodella
di minestra,
qualche fetta
di pane ed
altre modestissime
mercedi.
Mancando nelle
campagne qualsiasi
assistenza,
la loro capacita'
di guaritrici
le poneva
come punto
di riferimento:
temute quindi
ma all'occorenza
ricercate.
Altre
attivita'
che generalmente
si fanno rientrare
nell'ambito
della magia
bianca potevano
essere:
• la
preparazione
di filtri
d'amore, che
se non funzionavano
non facevano
neanche male;
• predire
il futuro;
• propiziare
con formule
e riti magici
l'ottenimento
di certi benefici;
• fare
sortilegi
benigni e
confezionare
amuleti e
talismani
per proteggere
una persona
dalla malasorte,
dagli infortuni,
dalle malattie;
• propiziare
l'avverarsi,
in vita, della
felicita'
e dei piaceri
che i preti
promettevano
solo da morti
e a coronamento
di una vita
di stenti;
• preparare
prodotti di
bellezza,
cosmetici.
Tutto cio'
con il consueto
corollario
di riti e
formule magiche
che se nulla
aggiugevano
all'efficacia
del rimedio,
avevano il
pregio di
enfatizzare,
illudere ed
ispirare un
reverenziale
timore nella
mente degli
sprovveduti
clienti.
Ad esempio:
ecco una formula
magica che
accompagnava
la frizione
della pelle
con un unguento
specifico:
moetas naeta
daries dardaries
asiadaries
una naeta.
Ma
il timore
della gente
diveniva palpabile
quando la
strega esercitava
i suoi presunti
poteri di
magia nera.
§ 05
- LA MAGIA
NERA
Comprendeva
quel complesso
di prodotti,
di attivita'
e di rituali
che venivano
richiesti
alla strega
allo scopo
di vendicarsi,
recare danno
o provocare
la morte di
una terza
persona.
Nel fare cio'
la strega
si attribuiva
(e il mandante
le attribuiva)
il possesso
di poteri
misteriosi
e sovrannaturali,
sovente legati
ad aspetti
misterici
di qualche
culto di antiche
divinita'
pagane.
Sovente
il ritenere
di avere questo
potere era
dovuto a suggestioni
ed all'uso,
non cosciente,
di sostanze
allucinogene,
come indicato
al §
28.
Nell'ambito
della magia
nera, le uniche
possibilita'
reali di compiere
malefici,
che le streghe
potevano esercitare,
erano quelle
legate alla
produzione
di veleni,
sonniferi
ed altri prodotti
dannosi, sfruttando
in negativo
la loro conoscenza
delle particolari
proprieta'
delle erbe
e di altre
semplici sostanze.
Nondimeno
la credenza
e la superstizione
popolare attribuivano
alle streghe
ben altri
poteri che
le streghe
medesime si
guardavano
bene dallo
smentire per
motivi abbastanza
comprensibili:
• di
utilita' personale
e desiderio/necessita'
di guadagno
• perche'
esse stesse
erano convinte
di possedere
tali poteri
• perche'
il senso di
timore con
cui venivano
considerate
costituiva
per loro una
specie di
protezione.
E a questo
proposito,
anche se e'
molto probabile
che si sia
verificato,
non si rammentano
casi di streghe
uccise da
un singolo
individuo.
Prima della
grande strage
le streghe
assassinate
furono prevalentemente
vittime di
esecuzioni
collettive,
linciaggi
dovuti alla
collera popolare
a fronte di
eventi dannosi
ed inspiegabili
quali epidemie,
moria estesa
del bestiame,
grandiosi
incendi e
cose simili.
Tra le tante
capacita'
malefiche
che solitamente
si attribuivano
alle streghe
dell'antichita',
elenchiamo
alcune delle
piu' comuni:
• far
morire una
persona trafiggendo
un pupazzo
di cera o
di panno contenente
parti personali
delle vittima
designata:
capelli, unghie,
saliva, orina,
ecc.
• provocare
malattie nei
bambini con
incantesimi
e rituali
magici
• la
preparazione
di filtri
d'odio
• far
cadere la
grandine sulla
proprieta'
della vittima
• provocare
un incendio
nella casa
della vittima
• provocare
un naufragio
• generare
la sterilita'
in una donna
• generare
l'impotenza
in un uomo
facendo opportuni
nodi su di
una striscia
di cuoio
• provocare
la moria del
bestiame
• gettare
il "malocchio"
recitando
determinate
formule
• trasformare
un uomo in
bestia facendogli
mangiare un
"formaggio
stregato"
• ed
altre fole
del genere.
In qualche
occasione
alcune di
queste "magie"
potevano funzionare
se si aveva
l'accortezza
di far sapere
alla vittima,
indirettamente
ed in gran
segreto, che
un maleficio
era stato
pronunciato
su di lui.
Paura e turbamento
psichico in
anime semplici
ed ignoranti
potevano provocare
quegli effetti
che la sola
magia non
avrebbe mai
potuto realizzare.
Un modo alquanto
singolare
di generare
la grandine
sul campo
della vittima
era quello
di recarsi
su di un rilievo
di terreno,
prossimo a
quello da
devastare,
scavare un
buco, orinarci
dentro e poi
disperdere
il liquido
in aria con
un ramoscello
di nocciolo
recitando
speciali formule
magiche (!!).
§ 06
- LA SOCIETA
DI DIANA
Su
questa misteriosa
affiliazione,
che avrebbe
raggruppato
intorno a
se' un gran
numero di
streghe, si
e' scritto
molto ma,
a conti fatti,
le informazioni
che si hanno
non sono sufficienti
a dimostrarne
la reale esistenza.
Anzi il contrario.
Si
suppone che
all'origine
fosse una
societa' segreta
femminile,
una societa
di "Bonae
Foeminae"
e cioe' di
guaritrici
esperte nell'arte
della magia
bianca, solite
riunirsi di
notte nei
boschi per
celebrare
particolari
cerimonie
di natura
mai definita.
Alcuni
autori sostengono
che questa
credenza sia
derivata da
un'antica
leggenda di
ceppo celtico
che poneva
a capo delle
affiliate
una certa
Morrigan:
la Grande
Madre. Nell'antico
mondo romano
Morrigan venne
sostituita
con Diana,
ritenuta oltre
che dea della
caccia, anche
dea della
fertilita'.
Queste
riunioni notturne
erano anche
dette "Gioco
di Diana"
e, se pure
improbabili,
ispirarono
agli inquisitori
della grande
caccia la
successiva
morbosa fantasia
del sabba.
Implacabili
nella loro
furia distruggitrice
i preti sostituirono
alla figura
di Diana quella
di Salome',
raccontando
ai creduloni
che quando
la testa di
Giovanni il
Battista fu
presentata
alla figlia
di Erode su
di un piatto,
dalle fauci
del decollato
comincio'
ad uscire
un vento fortissimo
che la sollevo'
per aria e
da allora
l'infausta
tapina si
trova costretta
ogni notte
a volare,
da mezzanotte
al canto del
gallo.
La fede nel
"vero
Dio"
dei cristiani
si alimenta
anche di queste
cose!
§
07 - SISTEMA
ACCUSATORIO
Uno
dei motivi
per cui, nell'antichita',
le streghe
furono assai
poco perseguitate,
puo' anche
essere ricercato
nel funzionamento
dei tribunali
che allora
operavano
in base al
principio
del sistema
accusatorio.
Questo sistema
di procedura
penale, derivato
dal diritto
romano, rimase
in vigore
presso quasi
tutti i tribunali
europei sino
al 1200 o
poco oltre.
Il
sistema accusatorio
richiedeva
la formulazione,
da parte di
un soggetto
(attore) o
dei suoi aventi
causa, di
una puntuale
accusa pubblica
giurata e
l'onere di
sostenere
tale accusa
in giudizio,
nonche' fornire
prove e testimonianze
utili a dimostrare
la validita'
dell'accusa
stessa nei
confronti
del denunciato
(convenuto);
in altri termini
l'attore si
assumeva quelle
funzioni che
oggi competono
alla pubblica
accusa.
Nel
fare cio'
l'attore si
caricava di
una pesante
responsabilita';
qualora il
convenuto
fosse riuscito
a dimostrare
la propria
innocenza
l'accusatore
veniva a sua
volta perseguito
e punito secondo
gli usi e
secondo quanto
previsto dall'antica
"Legge
del taglione".
Il rischio
della ritorsione
(contro-processo)
a carico dell'attore
era una pesante
remora ad
avviare certi
processi riguardanti
malefici e
sortilegi,
reati per
loro stessa
natura indimostrabili.
Il convenuto
poteva essere
condannato
solo se confessava
la sua colpa,
cosa del tutto
improbabile
quando si
trattava di
stregoneria.
Se poi l'accusato
era persona
di buona reputazione,
generalmente
stimato, poteva
agevolmente
uscire indenne
dal dibattito
giurando sulla
sua stessa
innocenza
o delegando
il giuramento
a testimoni
ritenuti uomini
onorevoli
e probi.
Non era proprio
il caso delle
streghe!
Infine,
quando nel
corso di particolari
dibattiti
i giudici
si ritenevano
incapaci di
formulare
un giusto
verdetto allora
si ricorreva
alla scappatoia
dell'ordalia.
L'"ordalia
o giudizio
di Dio"
consisteva
nel delegare
alla saggezza
del padreterno
il compito
di decidere
chi aveva
ragione e
chi aveva
torto.
Un
caso particolare
di ordalia
era la detta
"ordalia
bilaterale".
L'attore ed
il convenuto,
o persone
da loro stessi
scelte (i
campioni)
dovevano battersi
in duello
durante il
quale chi
picchiava
piu' forte
finiva col
dimostrare
la propria
ragione.
Negli
altri casi
i giudici
sottoponevano
l'accusato
a prove di
verita' alquanto
strane e decisamente
crudeli. Per
cui si poteva
dimostrare
la propria
innocenza:
• percorrendo
una certa
distanza tenendo
in pugno un
ferro rovente.
Dopo alcuni
giorni di
fasciatura
e di linimenti
la mano doveva
apparire "miracolosamente
guarita".
• Una
variante della
prova precedente
era quella
di immergere
un braccio
in un calderone
d'acqua bollente.
• Il
corpo dell'imputato
veniva immerso
in un fiume
o in una vasca
di acqua fredda.
Se rimaneva
a galla era
innocente.
• L'imputato
doveva ingoiare
un grosso
pezzo di pane
senza masticarlo
e senza soffocare.
• L'imputato
doveva uscire
indenne da
una camminata
sui carboni
ardenti; questa
era la prova
piu' classica
(pirobasia/pirobazia).
(Qualche anno
fa un gruppo
di allegri
"mattacchioni"
l'ha fatta
in diretta
T.V.; sembra
che la prova
possa essere
superata senza
danno se si
tengono, per
qualche ora,
i piedi immersi
in una soluzione
di allume
di rocca(??))
Il sistema
accusatorio
ha impedito,
almeno fin
verso il 1300,
che streghe
e maghi venissero
sottoposti
a ridicoli
ed inutili
processi.
§ 08
- UN PROFILO
Abbiamo
gia' accennato
al fatto che
le streghe
erano prevalentemente
di origine
contadina
ed operavano
nell'ambito
del mondo
rurale; quelle
presenti nelle
citta' erano
un'eccezione,
trattandosi
di donne ancora
giovani che
avevano cercato
nell'ambito
cittadino
migliori opportunita'
di vita, aggiungendo
alla loro
arte anche
la disponibilita'
a prostituirsi.
In
relazione
all'eta' media
della popolazione
del Basso
Medioevo (circa
35 anni e
con un'aspettativa
di vita inferiore
ai 50 anni),
l'eta' media
di una strega
si aggirava
tra i 50 ed
i 62 anni,
con punte
eccezionali
di 80-85 anni.
Se anche una
persona di
60 anni poteva
considerarsi
vecchia non
rappresentava
comunque una
eccezione;
l'eta' media
di 35(?) anni,
calcolata
dagli storici
con metodo
statistico,
e' fortemente
condizionata
dal grande
tasso di mortalita'
infantile
di quei tempi:
circa 30-40%.
La media statistica,
in certe situazioni,
puo' dare
un'idea distorta
della realta'.
Sarebbe piu'
corretto usare
il valore
di "moda",
non sempre
calcolabile
sulla base
dei dati disponibili.
Si sa comunque
che, a quei
tempi, nel
mondo contadino
raramente
un individuo
arrivava a
conoscere
i suoi nipoti.
(Rif. 105)
Pertanto queste
cifre devono
essere considerate
molto incerte
ed aleatorie.
Le
streghe che
vennero processate
tra il 1400
ed il 1700
avevano, in
massima parte,
un'eta' superiore
ai 50 anni,
come si e'
potuto rilevare
dai verbali
processuali.
Sempre con
le dovute
riserve, e'
stato calcolato,
su qualche
centinaio
di presunte
streghe, che:
• il
50% erano
sposate
• il
28% erano
vedove
• il
22% erano
nubili
Mentre parte
delle vedove
e nubili cercavano
di inserirsi
nell'ambito
di famiglie,
a quel tempo
di stampo
patriarcale,
molte altre
preferivano
(od erano
costrette)
vivere sole
ed indipendenti.
La cosa era
alquanto "fastidiosa"
ed imbarazzante
per l'elemento
maschile della
societa' che
considerava
la donna come
essere assogettato
e non approvava
la condizione
di liberta'
di cui alquante
donne, volenti
o nolenti,
godevano.
Erano particolarmente
temute le
donne vedove
e libere che
avevano superato
l'età
della menopausa.
Infine,
per quanto
riguarda il
sesso delle
streghe:
• il
70-90% erano
donne
• il
10-30% erano
uomini
ma queste
percentuali
variano moltissimo
secondo i
luoghi e le
epoche. Ad
esempio, mentre
in Russia
prevaleva
l'elemento
maschile,
nei paesi
scandinavi
i due sessi
erano alla
pari.
§ 09
- RIASSUMENDO
Nei
paragrafi
precedenti
si e' cercato
di dare un'idea,
approssimata
e certamente
non esaustiva,
di quella
che era la
figura della
strega, dall'antichita'
sino al Basso
Medioevo,
prima della
grande persecuzione.
Ne
viene fuori
il ritratto
di una persona
emarginata
della societa'
di allora
che, agli
occhi degli
altri membri,
poteva apparire
come una figura
inquietante,
fonte di timori
ma sostanzialmente
innocua e
sovente utile.
Una
costante che
accomunava
queste strane
figure era
senza dubbio
la miseria.
Una miseria
oggi difficilmente
concepibile,
tale da ridurre
qualsiasi
individuo
al livello
piu' basso
della degradazione
e dell'asservimento;
qualsiasi
cosa pur di
procacciarsi
la misera,
quotidiana
razione di
cibo necessario
per sopravvivere!
Mangiare tutti
i giorni era
un obiettivo
che poche
streghe riuscivano
a raggiungere.
Non
sempre i luoghi
e le circostanze
consentivano
loro di vivere
con il solo
esercizio
della propria
arte; il furtarello,
l'elemosina
e la prostituzione
erano le attivita'
complementari
e necessarie
per non morire
letteralmente
di fame.
La
strega era
quindi una
miserabile
che agiva
prevalentemente
in un contesto
rurale, popolato
da contadini
quasi altrettanto
indigenti
i quali, pur
servendosi
della sua
opera, non
sempre erano
in grado di
compensarla
adeguatamente.
In
linea di massima
la strega
era pero'
rispettata
e tollerata
come un "male
necessario"
ma questo
non vuol dire
che non venisse
a volte perseguitata
ed uccisa.
Questi episodi,
anche se ricorrenti,
furono pur
sempre casi
isolati dovuti
a fiammate
di follia
collettiva
localizzata:
la ricerca
di un capro
espiatorio
per calmare
gli animi
esacerbati
da qualche
inspiegabile
disastro.
Erano
dunque casi
isolati che
non avevano
nulla in comune
con l'allucinante
follia omicida
della chiesa,
esplosa tra
il 1400 ed
il 1700.
PARTE II -
IL MASSACRO
§ 10
- PRESUPPOSTI
PER IL MASSACRO
Molti
valenti autori
si sono dedicati
allo studio
delle motivazioni
economiche,
sociali e
religiose
che hanno
scatenato
un massacro
senza precedenti
a danno di
creature sostanzialmente
innocenti.
Sono state
individuate
parecchie
decine di
possibili
cause, tra
di loro combinate,
che possono
essere ritenute
responsabili
di tanta aberrazione,
tutte comunque
riconducibili
al binomio
miseria e
superstizione
In
questa sede
ci limitiamo
a riassumere
le principali
motivazioni
storiche,
generalmente
condivise
dagli autori,
che hanno
generato il
momento scatenante
della persecuzione,
anche se nessuna
di esse puo',
di per se',
giustificare
il sacrificio
di tante vite
umane.
• La
peste nera:
originatasi
in Asia (Crimea?)
nel 1346,
venne veicolata
in Europa
da navi commerciali
genovesi,
provenienti
dalla Siria.
Si diffonde
prima in Sicilia
e poi, tra
il 1348 ed
il 1352, aggredisce
Italia, Francia,
Spagna, Inghilterra
e succesivamente
tutto il resto
dell'Europa
centrale e
la Scandinavia.
E' un'epidemia
terrificante
che in un
tempo estremamente
breve uccide
25 milioni
di individui
nella sola
Europa occidentale,
cioe' un terzo
dell'intera
popolazione.
In alcuni
territori
la mortalita'
tocca punte
del 75%.
Per qualche
inspiegabile
motivo colpisce
piu' gli uomini
che le donne
generando
di conseguenza
milioni di
vedove sole
e senza risorse.
(G. Boccaccio
ci da' una
drammatica
descrizione
dell'infuriare
della peste,
a Firenze
nel 1348).Rif.115
• La
carestia.
E' una conseguenza
diretta della
peste; mancando
le braccia
necessarie
al lavoro
dei campi,
molti terreni
vengono abbandonati
e ritornano
allo stato
selvatico.
I prodotti
dell'agricoltura
diventano
insufficienti
a nutrire
la popolazione
superstite.
• La
crisi economica.
A partire
dai primi
anni del 1400,
dovuta ad
una serie
prolungata
di cattivi
raccolti causati
da condizioni
climatiche
particolarmente
sfavorevoli
(la piccola
glaciazione
dal 1560 al
1630).
• Inflazione.
L'insufficienza
dei raccolti
obbliga sovente
ad importare
cereali da
altri paesi
senza l'esistenza
di adeguate
contropartite
commerciali.
Il denaro
(oro, argento)
diventa sempre
piu' scarso.
A fronte di
una offera
di beni di
prima necessità
sempre più
carente, la
domanda resta
costante e,
in certe circostanze,
tende a crescere.
• L'erosione
dei salari
intesa come
riduzione
del potere
di acquisto
dei salariati
e della stragrande
maggioranza
della classe
contadina.
• Tasse
e decime:
in relazione
ai fattori
precedenti
non subiscono
riduzioni
significative
e gravano
sempre di
piu' sui lavoratori
e sui piccoli
proprietari
terrieri.
Sordi a tutte
le istanze
nobilta' e
clero continuano
ad ingrassarsi
e sono sempre
piu' esosi.
• La
decadenza
del papato.
Indifferenza
alla miseria
di chi lavora;
voracita'
e crapuleria
del papato
e dei prelati
in generale.
Alla fine
queste cose
si risanno
e determinano
una:
• Crisi
religiosa
in una buona
parte dei
credenti.
Molti morti
di fame cominciano
ad avere dubbi
su di un Dio
che non si
manifesta
mai e li lascia
nella disperazione,
in balia della
carestia e
delle malattie.
• Ribellioni.
In molte parti
d'Europa gruppi
di contadini
cominciano
ad insorgere
contro condizioni
di vita pressocche'
impossibili,
mettendo in
discussione
l'autorita'
divina ed
assoluta dei
prìncipi
e della chiesa.
Si tratta
di sommosse
sempre locali,
isolate e
facilmente
domate che
pero' non
mancano di
inquietare
le autorita'
coinvolte.
Malgrado si
brucino villaggi
e si impicchino
contadini,
lo stillicidio
delle rivolte
continua.
Infine a tutto
cio' si aggiunga,
a partire
dal 1520,
la riforma
luterana che,
per quanto
riguarda la
persecuzione
delle streghe,
si dimostrera'
feroce almeno
quanto quella
cattolica,
se non di
piu'.
Occorre notare
che nelle
citta' che
si amministravano
con forme
democratiche
o, piu' frequentemente
oligarchiche,
esisteva pur
sempre un'opposizione
allo strapotere
dei nobili
e dei preti.
Queste citta',
Italia centronord
e Germania,
sovente sfuggivano
al controllo
dei feudatari
e a volte
dei sovrani.
E' il caso
della Repubblica
di Genova,
malgrado i
terribili
fatti di Triora,
pur appartenente
a questo territorio.
Quando queste
citta' persero'
una parte
del loro potere
sulle campagne
circostanti,
la persecuzione
aumento' sensibilmente.
(Rif. 105)
§ 11
- CORRERE
AI RIPARI
Incapaci
di risolvere
(o gestire
al meglio)
una crisi
economica
destinata
a durare qualche
secolo, governanti
e chiesa volsero
la loro attenzione
ad alcuni
aspetti che,
se non governati,
rischiavano
di mettere
in serio pericolo
i loro privilegi
e le loro
prebende:
• la
crisi religiosa
• le
ribellioni
contadine.
Per ricondurre
le masse all'obbedienza
ed alla passivita'
occorreva
anzitutto
asservire
nuovamente
le masse stesse
alla cieca
ed incondizionata
superstizione
religiosa
cristiana.
Era necessario
ricostruire
la fede della
gente in un
Dio che brillava
per la sua
assenza e
per la sua
indifferenza
alle umane
miserie.
Fare
un "restiling"
di questo
Dio un po'
opaco era
comunque un
compito difficile
che avrebbe
comportato
implicazioni
e sottigliezze
teologiche
che la gente
con la pancia
vuota avrebbe
diffcilmente
compreso.
Occorreva
una soluzione
piu' immediata
e facilmente
comprensibile,
anche se grossolana;
pertanto la
chiesa alla
domanda:
perche' Dio
non vede e
non provvede?
rispose subdolamente:
perche' esiste
un nemico
potente che
glie lo impedisce.
Risposta
geniale che
accollava
al Diavolo
ed ai suoi
accoliti la
responsabilita'
di tutto il
male che affliggeva
la terra e
lo indicava
come il vero
nemico da
combattere,
con la fede
e con il massacro
dei suoi adepti.
L'uomo,
per sua natura,
ha bisogno
di un nemico
da combattere,
o almeno contro
cui sfogare
la propria
ira impotente;
se non l'ha
si sente inetto
e svuotato,
cosa che tutti
i detentori
del potere
sanno benissimo.
In tutte le
societa' totalitarie
e' sempre
stato necessario
individuare
un nemico
interno, una
quinta colonna,
sulla quale
infierire:
a)
per sbarazzarsi
di persone
o categorie
scomode
b) per dare
un esempio
a quelli che
potrebbero
avere da ridire.
c) per catalizzare
il malcontento
popolare verso
una categoria
esterna al
regime, di
modo che tutti
se la prendano
con costoro
e la massa,
che si sente
minacciata
da qualcosa,
si affidi
maggiormente
al regime
stesso.
Gli
ebrei per
i nazisti,
i culachi
ed i sabotatori
per Stalin,
i cittadini
corrotti per
Pol Pot possono
essere considerati
esempi moderni
della caccia
alle streghe.
Si tratta
solitamente
di categorie
inoffensive
che pur non
essendo nemiche
possono però
essere considerate
fonte di imbarazzo
e comodi capri
espiatori.
Quanta gente
si e' sentita
spiazzata
dopo la caduta
del comunismo
ed il crollo
del muro di
Berlino?
Che altro
ha fatto Hitler
additando
gli ebrei
come i nemici
naturali del
Reich, fornendo
ai crucchi
un demone
da combattere,
distogliendo
la loro attenzione
da ben altri
problemi?
Quindi,
alla base
della caccia
alle streghe,
al di la'
di qualsiasi
contingenza
inquisitoria,
c'e' stato
sicuramente
anche quel
meccanismo
di terrore
che ritroviamo
puntualmente
in tutti i
totalitarismi,
in quanto
la chiesa,
(cattolici,
protestanti,
anglicani,
ecc.) in ambito
religioso,
e' un totalitarismo.
(Rif. 105)
Sino ad allora
il Diavolo
era stato
per la maggior
parte dei
cristiani
una figura
un po' vaga;
qualcuno con
cui fare eventualmente
i conti se
fosse capitato
di passare
nell'aldila'
senza il "nulla-osta"
del prete.
Ora il Diavolo
stava diventando
una cosa concreta,
quasi tangibile,
un nemico
da tenere
d'occhio e
possibilmente
da sconfiggere.
Astuti
teologi si
misero all'opera
pescando nella
Bibbia (dove
si puo' trovar
di tutto)
e
• sorvolando
sul fatto
che la scrittura
afferma che
Dio aveva
a suo tempo
incatenato
il Diavolo
nell'inferno
per impedirgli
di far del
male;
• forti
del conforto
di san Tommaso
il quale invece
affermava
che il Diavolo
era libero
di compiere
qualsiasi
misfatto;
• vagliando
con un occhio
attento e
di riguardo
tutto quello
che gli scolastici
avevano almanaccato
in fatto di
demonologia
fecero del
Diavolo una
figura dai
contorni ben
definiti,
viva, quasi
palpabile
ed incombente.
(v. §
15)
§ 12
- INDIVIDUARE
I NEMICI
Era
naturale che
il Diavolo
ed il suo
esercito di
demoni, per
quanto dotati
di buona volonta',
non potessero
occuparsi
materialmente
di tutte le
malefatte
di questo
basso mondo.
Era quindi
necessario
e presumibile
che il Diavolo
disponesse
anche di alleati
terrestri
incaricati
di eseguire
praticamente
e puntualmente
i suoi voleri.
Questo
fu l'altro
problema che
i teologi
dovettero
affrontare:
visto che
il Diavolo
era invincibile
occorreva
almeno individuare
i suoi complici
terreni per
combatterli
e distruggerli.
Problema che,
a dire il
vero, i teologi
misogini risolsero
brillantemente
concentrando
la loro attenzione
sulla donna,
fonte di tutti
i guai possibili
ed immaginabili.
Prescindendo
da facili
ed alquanto
scontate battute
di spirito,
i dotti difensori
della fede
sostennero
la colpevolezza
e la malvagita'
femminile
con le seguenti
"inconfutabili"
argomentazioni:
• La
donna e' stata
generata da
una costola
di Adamo che,
com'e' noto,
e' di forma
ricurva e
pertanto la
donna e' per
sua natura
imperfetta
e contorta,
sia nel fisico
che nello
spirito.
• Dall'affermazione
precedente
e' facile
dedurre quanto
la donna sia
costituzionalmente
perfida, malvagia,
infedele,
fornicatrice,
lussuriosa
e menzognera,
(impudico
scrigno di
malizia e
di lussuria).
• La
donna e' in
assoluto la
colpevole
del peccato
originale
essendo stata
lei ad offrire
la mela al
povero Adamo
e a indurlo
in tentazione
(benche' sia
stata creata
solo dopo
che Dio aveva
avvertito
Adamo di non
mangiare il
frutto proibito).
• La
donna e' un
essere inferiore.
Lo dice anche
S.Paolo che,
nella sua
prima lettera
a Timoteo
2,11-15, afferma
"La donna
impari in
silenzio,
con tutta
sottomissione.
Non concedo
a nessuna
donna di insegnare,
ne di dettare
legge all'uomo;
piuttosto
se ne stia
in atteggiamento
tranquillo.
Perche' prima
e' stato formato
Adamo e poi
Eva; e non
fu Adamo ad
essere ingannato,
ma fu la donna
che, ingannata,
si rese colpevole
di trasgressione.
Essa potra'
essere salvata
partorendo
figli, a condizione
di perseverare
nella fede,
nella carita'
e nella santificazione,
con modestia."
• La
lussuria della
donna e' perniciosa
e tale da
indurre gli
uomini ad
atti abominevoli
di incontinenza
sessuale.
L'incontinenza
sessuale e'
il vizio preferito
del Diavolo
per cui la
donna e' naturalmente
portata ad
essere complice
del demonio.
• La
donna è
la tentatrice
in senso assoluto
secondo l'atteggiamento
misogino del
clero in generale
e dei monaci
in paticolare,
assurdamente
relegati nei
loro monasteri,
ricettacoli
di sfrenata
omosessualità.
• Essendo
infine il
Diavolo il
signore del
male, solo
da lui le
streghe potevano
ottenere i
loro poteri,
abiurando
la santa fede.
Quanto sopra
non esaurisce
certo l'elenco
delle dotte
argomentazioni;
il lettore
puo' trovare
altre chicche
del genere
sui libri
di riferimento
e sui testi
specializzati
di §
14.
Si giunse
anche ad argomentare
se l'utero
fosse un animale
diabolico
nascosto nel
ventre femminile
oppure una
parte intima
della natura
malvagia della
donna.
Quello che
occorre sottolineare
e' che tali
"apprezzamenti"
aggiunti al
fatto che
alcune di
queste donne
praticavano
la magia bianca
e nera (osteggiate
dalla chiesa),
divennero
fatali per
la loro incolumita'.
Tornando
coi piedi
per terra,
considerando
le condizioni
della societa'
di allora
(§ 10)
e tenuto conto
che guaritrici,
erbarie o
presunte streghe
erano ormai
diventate
un esercito
di bocche
da sfamare
in un contesto
di generale
poverta',
quanto sopra
interpretava
un inconfessato
desiderio
di togliere
di mezzo una
notevole massa
di concorrenti
allo scarso
cibo quotidiano.
Questo almeno
all'inizio
della persecuzione
finche' non
venne fiutato
il "business".
(§22)
L'elemosina,
chiesta con
sempre maggiore
insistenza
da parte di
queste infelici,
cominciava
a generare
segni di insofferenza
da parte dei
donatori alle
prese con
i loro problemi
quotidiani
e, sovente,
al rifiuto
di elargire
qualcosa corrispondeva
una reazione
disperata,
a volte offensiva
e minacciosa
da parte delle
questuanti.
Le
streghe, o
presunte tali,
stavano diventando
invise ai
piu' che inconsciamente
desideravano
liberarsene;
questo atteggiamento
divenne un
terreno fertile
per far accettare
alle masse
i massacri
che ne seguirono
e la loro
"santa
e ipocrita"
e liberatoria
giustificazione.
§ 13
- DEFINIRE
LE COLPE
Per
quanto forte
fosse il desiderio
di eliminare
fisicamente
gli individui
che vivevano
ai margini
della societa'(streghe,
maghi, omosessuali,
ecc.), occorreva
trovare delle
solide motivazioni
che giustificassero
la strage
di migliaia
di persone
ed, allo stesso
tempo, fornissero
una "copertura
morale"
(morale cristiana!)
per salvaguardare
quell'alone
di fradicia
"santita'"
che ancora
circondava
la chiesa.
Per
gli eretici
la cosa era
abbastanza
facile, essendo
in quanto
tali ritenuti
apostati,
essi meritavano
pienamente
il rito purificatore
del rogo,
senza che
qualcuno se
ne scandalizzasse
più
di tanto.
Occorreva
quindi che
anche le streghe
venissero
definite eretiche
ed apostate
in quanto
idolatre ed
adoratrici
del male,
secondo quella
definizione
del male data
dalla chiesa
stessa e che
aveva la sua
massima espressione
nel Diavolo.
Venne così
definito quel
concetto di
crimen exceptum
(stregoneria
ed eresia)
che consentì
ai giudici
di disattendere
alle più
elementari
norme di giustizia
e di equità.
Teologi
senza scrupoli,
giuristi sadici
e filosofi
scalzacani
si misero
al lavoro
per attribuire
alle presunte
streghe quelle
colpe necessarie
e sufficienti
per giustificare
il loro ammazzamento
senza scrupoli
ed il rogo.
Fu un lavoro
sistematico,
incessante,
scrupoloso
e ben riuscito
che viene
qui brevemente
riassunto:
• I
primi spunti
furono probabilmente
forniti dalla
Bibbia:
o "Non
lascierai
vivere chi
pratica la
magia".
(Bibbia Ebr.-
Esodo 22,17)
o "Quelli
che non credono
in me saranno
gettati via
come rami
secchi. Gli
uomini li
raccatteranno
e li getteranno
nel fuoco
e saranno
bruciati".
(Giovanni
15,16)
• Vennero
attribuiti
al Diavolo
poteri malefici
straordinari
sino a considerarlo
come un contro-tipo
del Dio cristiano
(ricadendo
in parte nell'eresia
dualista manichea).
In un secondo
tempo Calvino
ed alcuni
scolastici
stabilirono,
assai stranamente,
che il Diavolo
puo' agire
solo col permesso
di Dio, del
quale e' servo
ed esecutore;
questo pero'
non impedi'
di proseguire
le persecuzioni.
• Non
puo' esistere
strega che
non sia vincolata
da un patto
col Diavolo.
• E'
un eretico
chi non crede
all'opera
malefica delle
streghe ed
al patto demoniaco.
• Vincolate
dal patto
col Diavolo,
e con la sua
assistenza,
le streghe
possono eseguire
i piu' atroci
misfatti,
come quelli
riportati
nel seguente
campionario:
o uccidere
e divorare
i propri figli
e quelli degli
altri
o trasformarsi
in gufi o
in gatti neri
ed introdursi
di notte nelle
case per rapire,
uccidere,
estrarre le
viscere, succhiare
il sangue
e divorare
i neonati
non ancora
battezzati
(sciocchezze
riprese da
antiche credenze
mitologiche)
o distillare
unguenti ed
essenze malefiche
come quelle
della peste
e del colera
e diffonderle
ungendo le
porte delle
loro vittime;
cosa volentieri
attribuita
agli untori
ebrei
o distillare
e propinare
veleni mortali
(si dice che
chi puo' guarire
puo' anche
uccidere)
o costruire
specchi magici
che rispondono
alle loro
malvagie domande
o disegnare
cerchi entro
cui invocano
il demonio
per adorarlo
e per offrirgli
sacrifici
o evocare
qualche demone
particolare,
imprigionarlo
in una bottiglia
ed utilizzarlo
come coadiutore
delle loro
arti malefiche
o con l'aiuto
del Diavolo
possono trovare
cose e tesori
nascosti
o operare
malefici sugli
uomini onesti:
? spingendoli
a dissolutezze
sessuali
? tramutandoli
in bestie
? asportando
il loro membro
virile
? provocando
con malefici
la loro sterilita'
• copulare
col Diavolo,
sopratutto
dopo la menopausa,
perche' il
loro corpo
necessita
e brama continuamente
il liquido
seminale del
demonio
• possono
provocare
tempeste e
grandine,
distruggendo
i raccolti
• possono
causare naufragi
• praticano
atti blasfemi
profanando
la santa religione
• operano
la metamorfosi
su se stesse
trasformandosi
in cani, lupi,
lupi mannari,
caproni, pipistrelli,
asini, corvi,
gufi, ecc.
•
volano di
notte a cavallo
di scope,
bastoni o
animali per
recarsi al
sabba o a
compiere malefici
in localita'
remote
• partecipano
a riunioni
notturne con
altre streghe
e ai sabba
periodici.
Quanto sopra
e' piu' che
sufficiente
per mettere
in evidenza
la folle stupidita'
e la protervia
dei pruriginosi
autori di
§ 14
che, senza
accorgersene,
sono essi
stessi caduti
nell'eresia
attribuendo
ad esseri
umani, in
carne ed ossa,
dei poteri
e delle facolta'
che nel mondo
pagano erano
pertinenza
di dei o semidei.
Quelle
che invece
non sono mai
state analizzate
e studiate
a fondo sono
le motivazioni
incoffessate
ed inconfessabili
quali:
• eliminare
dal contesto
sociale persone
scomode aliene
alle regoli
"morali"
imposte dalla
chiesa
• proiettare
e punire sugli
altri la innaturale
continenza
sessuale che
devastava
il clero-misogino-represso
ed i suoi
accoliti,
trasferendo
sulle streghe
quei sensi
di colpa (e
di invidia)
provocati
dalle loro
stesse ed
assurde regole
di vita
• trasformare
persone indifese
in capri espiatori
di molte delle
disgrazie
legate al
quotidiano
• risolvere
indirettamente
conflitti
di interesse
o di insofferenza
fra comunita'
rurali confinanti
• stornare
l'attenzione
della comunita'
dai problemi
piu' gravi
ed insoluti
concentrandola
sulla persecuzione
di povere
vittime
• additare
uno o piu'
colpevoli
da sacrificare
quando le
preghiere,
le messe,
le benedizioni
e le processioni
non servivano
ad evitare
disastrose
manifestazioni
meteo che
distruggevano
i raccolti
• ricondurre
in definitiva
i dubbiosi
e i ribelli
sotto il controllo
della chiesa,
attribuendo
alle forze
del male tutte
le disgrazie
e gli affanni
di una societa'
in sfacelo.
La chiesa
e la societa'
contemporanea
rinverdirono
il concetto
di "capro
espiatorio",
mutuato dagli
antichi egizi
e dagli ebrei,
e ne fecero
una soluzione
di comodo
per quegli
eventi che
allora sembravano
inspiegabili.
Solo
in un secondo
tempo, con
i "processi
concatenati",
la caccia
delle streghe
si trasformo'
in un business
di tutto rispetto
che diede
origine ad
un colossale
trasferimento
di ricchezza
a favore del
clero e di
una magistratura
asservita,
incompetente
e corrotta.
§ 14
- TEORICI
DELLO STERMINIO
- (I CORVI)
Quello
che segue
e' un elenco
parziale degli
scritti e
delle opere
che hanno
contribuito
a trasformare
la figura
innocua della
strega antica
in una creatura
perversa e
demoniaca,
da perseguire
ed annientare
con fanatica
determinazione.
L'assunto
di tutti questi
capolavori
e' uno solo,
concorde:
in nome di
Dio, massacrate!
Tra
la meta' del
1300 e la
fine del 1600
di opere simili
a queste se
ne contavano
a centinaia.
________________________________________
REGINONE DI
PRÜM
- Vescovo
e legiferatore
canonico.
Anno 906 -
LIBER DE SYNODALIBUS
CAUSIS ET
DISCIPLINIS
ECCLESIASTICIS
.
BURCARDO DI
WORMS - Vescovo
e legiferatore
canonico.
Anno 1006
- CORRECTOR
ET MEDICUS
Anno 1025
- DECRETA
A quei tempi
erano i testi
fondamentali
di riferimento
per le punizioni
da infliggere
a coloro che
praticavano
la magia e
per quelli
che si lasciavano
attirare da
tali pratiche.
Si trattava
di punizioni
e penitenze
abbastanza
leggere che,
col tempo,
furono pesantemente
aggravate.
.
GREGORIO IX
- Pontefice.
Anno 1233
- VOX IN ROMA
Bolla pontificia
che istituisce
l'istituto
della "santa
inquisizione".
.
INNOCENZO
IV - Pontefice.
Anno 1252
- AD EXTIRPANDA
Bolla pontificia
che prevedeva
ed autorizzava
gli inquisitori
ad applicare
la tortura
sugli indagati.
.
GIOVANNI XXII
- Pontefice.
Anno 1320
- SUPER ILLIUS
SPECULA
Bolla pontificia
per la sistematica
definizione
dei reati
di magia e
la regolamentazione
delle pene
previste.
Questo papa
indossava
costantemente
un "talismano",
donatogli
dalla contessa
Margherita
di Foix, che
lo proteggeva
da eventuali
cibi avvelenati,
cosa assai
frequente
alla corte
papale.
.
BERNARDO GUI
- Teologo
e inquisitore.
Anno(1320)
- PRACTICA
INQUISITIONIS
HAERETICAE
ET PRAVITATIS
Tra altre
cose, sulla
pratica delle
invocazioni
demoniache,
estende l'accusa
di stregoneria
anche a coloro
che eseguivano
la raccolta
delle erbe
officinali.
.
UNIVERSITA
PARIGI - Facolta'
di teologia.
Anno 1328
- VENTINOVE
ARTICOLI SULLA
STREGONERIA
Questi articoli
definiscono
"giuridicamente"
il reato di
stregoneria
distinguendolo
in due tipi:
la stregoneria
naturale e
la stregoneria
eretica. Si
stabilisce
che la stregoneria
eretica e'
strettamente
legata ad
un patto demoniaco.
* * * * *
In seguito
altre universita'
contribuiranno
alla definizione
della teoria
demonologica,
sia mediante
scritti, sia
con risposte
dirette ai
quesiti che
a volte i
magistrati
ponevano.
Tutto cio'
contribui'
ad assicurare
un supporto
"giuridico"
che scaricava
la coscienza
dei giudici
fornendo comode
giustificazioni
al loro operato.
NICOLAU EYMERICH
- Frate Domenicano,
Inquisitore.
Anno 1376
- DIRECTORIUM
INQUISITORUM
(V. Appendice)
.
.
CLAUDE THOLOSAN
- Giudice
del Delfinato
per processi
di stregoneria.
Anno 1436
- UT MAGORUM
ET MALEFICORUM
ERRORES
.
JOHANNES NIDER
- Domenicano,
teologo ed
inquisitore.
Anno 1457
- FORMICARIUS
.
JEAN VINETI
- Teologo
ed inquisitore
di Carcassonne.
Anno 1450
- TRACTATUS
CONTRA DAEMONUM
INVOCATORES
Distingue
la streghe
in due categorie:
quelle antiche,
gia' trattate
nel Canon
Episcopi,
e quelle dei
suoi tempi,
giudicate
particolarmente
pericolose
perche' appartenenti
ad una oscura
setta demonolatrica.
Mentre per
quelle antiche
(ormai inesistenti)
propone una
blanda punizione
(penitenza),
per quelle
moderne prevede
la pena di
morte, al
fine di legittimare
tutto l'apparato
inquisitorio
e i relativi
proventi.
.
NICOLO' V
- Pontefice.
Anno 1451
- CONTRA SACRILEGOS
ET DIVINATORES
Bolla speciale
destinata
all'inquisitore
generale delle
Fiandre ed
ai suoi accoliti
con esplicita
esortazione
ad agire con
decisione
contro i nemici
sacrileghi
del cristianesimo.
.
NICOLAS JACQUIER
- Teologo.
Anno 1458
- FLAGELLUM
HAERETICORUM
FASCINARIORUM
Definisce
le streghe
come una setta
demoniaca
che si e'
opposta ed
ha combattuto
l'autorita'
della chiesa
sin dai primordi.
.
SISTO IV -
Pontefice.
Anno 1475
- BOLLA PAPALE
Conferma e
ribadisce
quanto gia'
disposto dai
suoi predecessori.
.
INNOCENZO
VIII - Pontefice.
Anno 1484
- SUMMIS DESIDERANTES
Bolla che
convalida
in anticipo
l'opera di
due scrittori,
Sprenger e
Kramer, i
quali si accingevano
a pubblicare
le loro nuova
opera (Malleus
Maleficarum).
.
BERNARDO RATEGNO
- Domenicano
Inquisitore
Anno 1485
- LUCERNA
INQUISITORUM
HAERETICAE
PRAVITATIS
Manuale per
la persecuzione
delle streghe
nel territorio
comasco.
.
SPRENGER E
KRÄMER
- Jacob Sprenger,
professore
di teologia
a Colonia
e inquisitore
per la regione
renana.
Heinrich von
Krämer
(detto Institor-Institoris),
gia' allora
ritenuto affetto
da turbe psichiche;
teologo e
inquisitore
per la Germania
meridionale.
Anno 1486
- MALLEUS
MALEFICARUM
Questo testo
convalidato
dalla precedente
bolla Summis
Desiderantes,
ha avuto 29
edizioni ed
e' stato tradotto
dal latino
in italiano,
francese e
tedesco.
E' una delle
opere piu'
ignobili mai
prodotta sotto
l'egida della
chiesa. Rappresenta
la massima
espressione
dell'ignoranza
umana, della
perversione,
del cieco
fanatismo
e di una misoginia
spinta all'estremo
limite; tanto
da affermare,
in maniera
assoluta ed
inequivocabile,
il legame
intercorrente
tra il sesso
femminile
ed il demonio.
Per queste
sue "qualita"
il testo e'
diventato
la base ed
il riferimento
di altri scritti
analoghi succedutisi
nel tempo,
tipo: "Summa
Contra Maleficas"
ed altri simili.
.
ULRICH VON
MÜLLER
- (Detto Molitoris).
Dottore in
Diritto Canonico
e procuratore
a Costanza.
Anno 1489
- DE LAMIIS
ET PYTHONICIS
MULIERIBUS
Trattato di
teorie stregonesche.
.
PIERRE MAMORIS
- Teologo
ed inquisitore.
Anno 1490
- FLAGELLUM
MALEFICARUM
Il testo contiene
la prima completa
definizione
del concetto
di "sabba".
.
ULRICH TENGLER
- Governatore
di Hochstadt.
Anno 1510
- LAYENSPIEGEL
.
SILVESTRO
MAZZOLINI
- Domenicano,
detto anche
Prierias.
Anno 1514
- SUMMA SUMMARUM
E' una specie
di dizionario
teologico.
Anno 1520
- DE STRIGIMAGARUM
DAEMONUNQUE
MIRANDIS
Distingue
tra le streghe
frequentatrici
del sabba
e quelle,
meno pericolose,
che partecipano
al "Corteo
di Diana".
.
PAULUS GRILLANDUS
- Magistrato
pontificio.
Anno 1524
- TRACTATUS
DE HAERETICIS
ET SORTILEGIIS
.
JEAN BODIN
- Inquisitore.
Anno 1586
- DE LA DEMONOMANIE
DES SORCIERES
. Giurista
di fama, nel
suo trattato
nega che alle
streghe possano
essere applicate
le abituali
norme processuali.
Stabilisce
che un bambino
di tre anni,
appena in
grado di parlare,
possa accusare
i propri genitori
di stregoneria.
Stabilisce
inoltre che
le streghe
debbano essere
bruciate vive
ma a "fuoco
lento".
.
GIACOMO VI-GIACOMO
I - James
Stuart: re
di Scozia
e, dal 1601,
re d'Inghilterra.
Anno 1590
- DAEMONOLOGIE
.
NICOLAS REMY
- Procuratore
della Lorena,
al soldo del
duca Carlo
III. Si vantava
di aver fatto
condannare
800 streghe
in 16 anni.
E' una vocazione
che Remy aveva
sentito sin
dall'infanzia
quando, mentre
giocava per
le strade
di Tolosa,
"il Diavolo
si divertiva
come un matto
a tirargli
delle pietre
nelle gambe".
Anno 1595
- DEMONOLATREIAE
.
MARTIN ANTON
DEL RIO -
Inquisitore.
Anno 1600
- DISQUISITIONUM
MAGICARUM
- LIBRI SEX
Questo lavoro
e' stato ristampato
ben 20 volte.
E' un vero
e proprio
vademecum
di stregoneria.
Un manuale
enciclopedico
di uso pratico
per il "perfetto
inquisitore".
.
HENRI BOGUET
- Giudice
in Borgogna.
Anno 1602
- DISCOURS
DES SORCIERES
Questo testo
ha avuto 8
edizioni.
.
FRANC.MARIA
GUAZZO - Francescano
e Inquisitore.
Anno 1608
- COMPENDIUM
MALEFICARUM
L'autore ha
inserito nel
testo numerose
xilografie
per meglio
illustrare
i suoi concetti:
seduzione
della strega,
bacio del
culo, ecc.
.
PIERRE DE
LANCRE - Giudice
nei Paesi
Baschi.
Anno 1612
- TABLEAU
DE L'INCONSTANCE
DES MAUVAIS
ANGES ET DEMONS
Dotato di
illustrazioni
esplicative.
.
WILLIAM PERKINS
- Inglese
di confessione
puritana.
Anno 1613
- DISCOURSE
OF THE DAMNES
ART OF WITCHCRAFT
.
CRISTIANO
IV - Re di
Danimarca.
Anno 1617
- ORDINANZA
SPECIALE CONTRO
LA STREGONERIA
Pur non essendo
un testo specifico
ha avuto un
peso notevole
nello scatenare
numerosi processi
contro sospetti
di stregoneria,
a Copenhagen
ed Elsinore.
.
BENEDIKT CARPZOV
- Inquisitore
e giurista
luterano.
Anno 1635
- PRACTICA
NOVA INPERIALIS
SAXONICA RERUM
CRIMINALIUM
Raccolta di
sentenze esemplari
della Corte
di Lipsia,
ristampata
9 volte.
.
TRIB. INQUISIZIONE
- Tribunale
dell'inquisizione
di Bologna.
Anno 1679
- SACRO ARSENALE
Manuale in
uso presso
il tribunale
per individuare
e processare
le streghe.
.
JOSEPH GLANVIL
- Rettore
della Abbey
Church di
Bath (Inghilterra).
Anno 1681
- SADDUCISMUS
TRIUMPHATUS
.
AUTORI VARI
- Generalmente
teologi, magistrati
e inquisitori.
Anno ****
- MANUALI
PRATICI PROCESSUALI
Durante i
tre secoli
in cui duro'
il genocidio
delle streghe,
gli inquisitori
seppero organizzarsi
per una sempre
piu' spedita
celebrazione
dei processi.
Ai primi "manuali
ufficiali"
vennero ben
presto ad
aggiungersi
i "manuali
personali"
che ciascun
giudice compilava
annotando
caratteristiche,
particolarita',
andamento
del processo
e relativa
sentenza.
In un secondo
tempo tali
manuali passavano
di mano, affidati
a nuovi giudici
e ulteriormente
aggiornati.
Venne, col
tempo, a costituirsi
un corpus
giuridico,
in grado di
dirimere ogni
dubbio procedurale,
ricco di molteplici
informazioni
pratiche sulla
natura del
Diavolo, sulla
ricerca del
marchio satanico,
su metodi
e misura nell'applicazione
della tortura,
sulle modalita'
di esecuzione
delle sentenze,
ecc.
Alcuni di
questi manuali
contenevano
anche suggerimenti
per questionari
gia' predisposti
per l'interrogatorio
delle vittime;
tanto per
non dimenticare
l'essenziale!
________________________________________
§ 15
- IDENTIKIT
DEL DIAVOLO
Il
Diavolo (Satana)
è stato
un tipico
prodotto dell'assurda
e dequalificante
contro-cultura
del clero
cristiano
medioevale.
Questa e'
pertanto una
ricostruzione
dell'immagine
del Diavolo
fatta sulla
base delle
baggianate
contenute
nei testi
di alcuni
dei "Corvi"
elencati al
§ 14.
Come aspetto
fisico è
stato definito:
• figura
genericamente
antropomorfa
• colore
grigio-nero,
nero o nerissimo
• ali
membranate
(tipo pipistrello)
• barba
di tipo caprino
• ha
un solo dente
di cui si
serve per
marchiare
le streghe
(non tutti
gli autori
concordano)
• cervice
dotata di
grandi e robuste
corna
• piedi
forcuti
• pelle
grinzosa
• dotato
di lunga coda
con terminale
peloso o forcuto
• dotato
di grandi
mammelle
• privo
di circolazione
sanguigna
sostituita
da acqua congelata
• organo
sessuale con
le seguenti
caratteristiche:
o straordinariamente
grande e lungo
o pesantissimo
o fatto in
parte di ferro
e in parte
di carne e
rivestito
con scaglie
di materiale
corneo
o costantemente
in posizione
eretta ed
in bellavista
o temperatura
gelida
o emissione
di sperma
freddo come
il ghiaccio.
Solitamente
si presenta
nudo. Quando
pero' tenta
di circuire
o ingannare
qualcuno ricorre
a vari mascheramenti
come, ad esempio:
• assume
le sembianze
di un bellissimo
giovane
• sempre
elegantemente
vestito
• dotato
di calzature
o stivali
per nascondere
i piedi forcuti.
Comunque,
anche se mascherato,
e' facile
avvertire
la sua presenza
in quanto
puzza di zolfo.
Bisogna poi
stare molto
attenti perche'
puo' penetrare,
sotto forma
di bestie
immonde, nel
corpo di una
persona (preferibilmente
donna) generando
una terribile
possessione
demoniaca,
o privando
istantaneamente
un uomo dell'organo
maschile.
Analogamente
a quanto gia'
fatto dalla
chiesa in
precedenza
nella definizione
della gerarchia
angelica,
che comprende
entita' che
vanno dagli
arcangeli
ai ....cherubini,
anche il Diavolo
ha a sua disposizione
una gerarchia
di entita'
infernali,
con compiti
specifici
e ben definiti.
Evitiamo quindi
certe confusioni!
Il nome proprio
del Diavolo
e' SATANA;
altri nomi
usati impropriamente
e con i quali
si tende a
confondere
le idee, sono
pertinenza
di demoni,
piu' o meno
importanti
e con compiti
particolari,
agli ordini
ed alle strette
dipendenze
del Diavolo;
si intende
qui' parlare
di:
• Asmodeo
• Astarotte
• Baal
• Baphomet
• Behemoth
• Belfagor
• Belial
• Belzebu'
• Berlicche
• Iblis
• Leviatano
• Lucifero
• Malcommetto
• Mammone/a
• Manometto
• Mefistofele
• Messer
Gaio
• Messer
Leonardo
• Principe
delle tenebre
• Salvanello
• Tizia
• ecc.
• ecc.
Oltre ai detti
personaggi,
che vanno
per la maggiore,
esite poi
il grande
esercito dei
demoni non
qualificati
(la bassa
truppa), che
qualche genio
ha preteso
di contare
e quantificare.
Rammentiamo
qui' alcuni
di questi
geniali ed
impegnati
studiosi:
• il
teologo spagnolo
Alfonso Lopez
De La Spina
ne ha contati
133.306.668
• il
teologo Sigmund
Feyerabend,
nel 1569,
era gia' arrivato
a 26 miliardi
• altri
ignoti volenterosi
non si sono
spinti oltre
i 6.700.000.
Particolarmente
importanti,
per quel che
riguarda la
cerimonia
del sabba,
sono i demoni
"incúbi
e succúbi",
che i "corvi"
di §
14 si sono
affrettati
ad inventare
a naturale
completamento
delle loro
idiozie. Pertanto,
tra i partecipanti
al sabba:
• i
demoni incúbi
rappresentano
una particolare
gratificazione
fatta dal
Diavolo alle
streghe: essi
avevano il
compito di
soddisfare
i desideri
sessuali delle
partecipanti
con un coito
di natura
"glaciale";
• analogamente
i demoni succúbi
dovevano assogettarsi
alle voglie
di eventuali
partecipanti
di genere
maschile.
Alcuni teologi,
esperti demonologi,
hanno sostenuto
che l'Inferno
sia organizzato
come una struttura/sistema
feudale del
quale e' capo
un Imperatore
(Satana),
a cui sono
sottoposti:
• sette
re (Asmoneo,
Astarotte,
Baal, ecc.)
• una
ventina di
duchi
• dieci
marchesi
• undici
conti
• e
alcuni presidenti
Altri invece
sostengono
l'esistenza
di una "Corte
Infernale",
dove l'Anticristo
sarebbe il
buffone di
corte e Mammone
il tesoriere;
esisterebbero
poi coppieri,
siniscalchi,
panettieri,
ecc.
Altri ancora
danno per
certo che
l'Inferno
e' strutturato
come un esercito
con tanto
di generali,
colonnelli,
capitani,
marescialli,
ecc. a capo
di legioni
di diavolacci
brutti e cattivi.
La
demonologia
era rimasta
a lungo poco
studiata in
ambiente europeo
(mentre nel
Vicino Oriente
era stata
oggetto di
studio da
parte di manichei,
zoroastriani,
iazidi, gnostici,
sufi, ecc.).
Solo in epoca
piu' tarda
inizio' a
svilupparsi
anche da noi
un "catalogo"
di diavoli
- e poi anche
di angeli
- con relativi
attributi
ed inquadramento
gerarchico
(re, principi,
generali dell'Inferno,
ecc.) Tant'e'
che, mentre
nel '300 Dante
dovette inventarsi
i nomi dei
diavoli e
degli angeli,
nel corso
del '500,
sia a seguito
del neoplatonismo
e di contatti
con la Cabala,
(a sua volta
in sviluppo)
sia a seguito
del maggiore
interesse
causato dai
processi alle
streghe, inizio'
a svilupparsi
quella cultura
delle potenze
celesti ed
infernali
che sfocio'
nei trattati
di demonologia
del '600 e
dei secoli
successivi.
(Rif. 105)
§
16 - LA RICERCA
DEL CONSENSO
Reinventare
il Diavolo
e demonizzare
streghe e
guaritrici
non sarebbero
stati comunque
elementi sufficienti
per convincere
anche i piu'
sprovveduti
non solo ad
accettare
il massacro
che si stava
prospettando
ma anche a
farlo ritenere
"opera
santa"
finalizzata
a salvare
l'unica vera
fede e la
santa e proterva
madre chiesa.
Era
necessario
che quel vago
timore, da
sempre nutrito
dalla gente
nei confronti
della strega,
si tramutasse
in terrore
e in odio
furibondo.
Per ammazzare
impunemente
le streghe
occorreva
che la massa
credesse ciecamente
nei poteri
demoniaci
delle streghe
stesse.
Il
clero si mise
quindi alacremente
all'opera
per realizzare
un colossale
lavaggio del
cervello,
ricorrendo
a molti artifici
e indicando
dal pulpito
la strega
come unica
fonte di tutti
i mali che
affliggevano
la societa'.
Tra le tante
iniziative:
• venne
imposta la
lettura in
chiesa delle
accuse e delle
sentenze di
condanna delle
streghe
• la
stessa lettura
veniva eseguita
in pubblico
poco prima
dell'esecuzione
• si
tenevano martellanti
prediche contro
la stregoneria
durante i
processi e
prima dell'esecuzione
• si
organizzavano
turni di preghiera
collettiva
• si
tenevano sermoni
di natura
tale da indurre
gli stessi
fedeli a "vigilare"
e a individuare
possibili
streghe nell'ambito
della propria
famiglia e
tra i conoscenti
e chi non
collaborava
era minacciato
di scomunica
• le
sedi dei processi
furono trasferite
in citta',
o in grossi
borghi, e
le esecuzioni
fissate nei
giorni festivi
per favorire
la massima
affluenza
del pubblico
(prima si
ascolta la
messa e poi
si assiste
al rogo!)
• molti
preti divennero
famosi per
lo zelo con
cui individuavano
e deferivano
all'inquisizione
i presunti
colpevoli
di stregoneria
(regione del
Cambresis)
• in
alcune parrocchie
gli inquisitori
affissero
delle lettere
e dei bandi
sollecitando
categoricamente
la delazione
da parte dei
fedeli (Franca
Contea, 1657)
• catechismo
e prediche
contribuirono
a diffondere
quei concetti
di:
o patto col
Diavolo
o sabba
che la massa
ancora ignorava
• il
clero sviluppo'
ed alimento'
un assurdo
sentimento
repressivo
nei confronti
della sessualita'
in generale
ritenendola
di per se
stessa, atto
ispirato dal
demonio ed,
in qualche
occasione,
riconducibile
ad atto di
vera e propria
stregoneria.
Prima la chiesa
cattolica
e poi quella
riformata
definirono
quindi in
maniera assurdamente
teorica un
concetto di
stregoneria
sino ad allora
sconosciuto
e lo imposero
ad una societa'
ignorante
ed asservita
per togliere
di mezzo quelli
che ritenevano
in definitiva,
potenziali
nemici e concorrenti
ai loro interessi
di bottega.
Era
inammissibile
che una strega
riuscisse
a curare,
con i suoi
preparati,
dei malanni
sui quali
preghiere
e benedizioni
non avevano
avuto effetto!!
Un
altro fattore
che contribui'
a portare
la persecuzione
a livelli
allucinanti
fu l'adozione,
in quasi tutta
l'Europa,
del sistema
giuridico
inquisitorio.
Ancora oggi,
in qualche
paese della
Lunigiana,
sono visibili,
sopra gli
ingressi delle
case, strane
sculture (faccioni)
a suo tempo
disposte per
tenere lontane
le streghe
e/o gli spiriti
demoniaci.
§
17 - SISTEMA
INQUISITORIO
Affermatosi
lentamente
in tutta Europa
(salvo poche
eccezioni),
nel corso
del 1200-1300,
questo sistema
fu "la
manna caduta
dal cielo"
per tutti
gli inquisitori
e permise
loro, restando
impuniti,
di esercitare
ogni genere
di barbarie.
Questo sistema,
eliminando
la responsabilita'
diretta del
denunciante,
delegava il
compito di
sostenere
l'accusa al
magistrato
che poteva
agire e disporre,
indisturbato
e protetto
dalla chiesa
e dal sistema,
sia sulla
base di "soffiate"
di anonimi
delatori,
sia agendo
personalmente
sulla base
di sue personali
e prevenute
"sensazioni".
Il
sistema inquisitorio
prima e l'adozione
della tortura
quasi subito
dopo, facilitarono
enormemente
e misero nelle
mani degli
inquisitori
un'arma potentissima
ed incontrollabile.
Le raccomandazioni
di moderazione
nell'uso di
questi strumenti,
da parte di
principi e
governanti
illuminati,
caddero quasi
sempre nel
vuoto.
Eliminata
la responsabilita'
diretta dei
delatori anonimi
e quindi protetti
da possibili
ritorsioni,
una miriade
di individui
si senti'
in dovere
di denunciare
per motivi
di vendetta,
invidia, rivalsa,
illeciti guadagni
ed altri bassi
istinti, persone
innocenti
trascinate
in processi
di stregoneria
dai quali
si usciva,
nella maggior
parte dei
casi, per
la via del
rogo.
Le garanzie
per l'imputato
vennero totalmente
cancellate;
pochissimi
di essi potevano
permettersi
un difensore
che in pratica
era impotente
contro il
sistema. Era
sufficiente
la dichiarazione
di due testimoni
dell'accusa
e la confessione
strappata
con la tortura
per essere
mandati a
morte.
Per
quanto riguarda
i tribunali
interessati
essi si possono
ripartire
in due categorie:
• tribunali
ecclesiastici
(inquisizione
in senso stretto)
che avevano
il compito
di individuare
e smascherare
i delitti
di stregoneria,
formulare
le accuse
e poi consegnare
l'imputato
ai tribunali
laici (secolari)
per lo svolgimento
del processo
(il lavoro
sporco).
Questo per
un motivo
tanto semplice
quanto ipocrita:
il prete e'
ministro di
Dio in terra
e quindi "santo
e buono"
per definizione;
pertanto il
prete non
puo' esercitare
atti di violenza
su nessuno,
streghe comprese
• tribunali
secolari (magistratura
ordinaria)
che, alla
pari dei tribunali
ecclesiastici,
potevano individuare,
arrestare
e condurre
il processo
dei presunti
colpevoli
(con il beneplacito
degli inquisitori),
facendosi
carico anche
del "lavoro
sporco"
che la chiesa
ipocritamente
rifiutava:
tortura, esecuzione,
ecc.
In
alcuni di
questi tribunali,
a volte ma
non sempre,
era prevista
la presenza
di una giuria
popolare laica
che aveva
il compito
di emettere
il verdetto
finale.
Occorre
ora una precisazione
importante.
In determinate
circostanze,
quando l'accusato
era persona
ricca ed influente
(e quindi
poteva permetterselo)
era ammessa
la presenza
di un avvocato
difensore
che, se in
sede processuale,
ben poco poteva
contro la
furia cieca
ed ottusa
degli inquisitori
locali, diventava
importante
in seguito
per il ricorso
in appello
contro la
sentenza,
in quegli
stati ove
era prevista
una Corte
Suprema alla
quale appellarsi.
E' necessario
rammentare
che, all'epoca
della caccia
alle streghe,
l' Europa
era frammentata
in una congerie
di staterelli
(piccoli regni,
ducati, principati,
ecc.) molti
dei quali
non prevedevano
gradi di magistratura
superiore,
quali i 9
Parlaments
francesi,
Corti Imperiali
d'Appello
ed altre strutture
del genere
che non sempre
esistevano
o erano operanti.
Tutto questo
spiega, almeno
in parte,
il divario
riscontrato
tra i processi
istruiti e
le esecuzioni
eseguite (dal
50 al 90%
dei processi).
Entrambe le
strutture
partivano
dal presupposto
che:
l'accusato
era colpevole
sino a dimostrazione
del contrario.
Se
era innocente
sarebbe stato
certamente
protetto da
dio e quindi
in grado di
sopportare
qualsiasi
angheria,
compresa la
tortura. Altro
presupposto
importante
sanciva che
se durante
il processo:
- l'accusata
taceva era
un segno palese
che il Diavolo
la sosteneva
- l'accusata
parlava per
negare e difendersi
allora si
dava per scontata
la sua complicita'
col Diavolo.
Un
particolare
va notato:
molti processi
vennero attivati
a seguito
di specifiche
denunce di
soggetti che,
"in buona
fede",
ritenevano
di essere
stati vittime
e danneggiati
da qualche
sortilegio
(la perdita
del raccolto
per una grandinata,
la moria del
bestiame ed
altro). In
questi casi
i tribunali
non ebbero
esitazioni
a ritenere
la presunta
strega colpevole
del maleficio,
ma nessuno
di essi stabili'
una quota
di "risarcimento
danni"
a favore dei
denuncianti.
Tutto cio'
che si poteva
carpire alla
vittima, mediante
il sequestro
dei beni,
finiva invariabilmente
nelle tasche
dei magistrati
e dell'inquisizione.
§ 18
- IL PROCESSO
Riportiamo
di seguito
le fasi sequenziali
piu' importanti
attraverso
le quali si
svolgeva un
processo di
stregoneria
con il sistema
inquisitorio.
La sequenza
e' quella
che si puo'
ricavare dall'esame
degli atti
processuali
esistenti
e dalle indicazioni
riportate
sui manuali
citati nel
§ 14.
Non e' detto
che questa
sequenza fosse
sempre rispettata;
alcune fasi
potevano essere
omesse ed
alcune altre
reiterate.
Comunque questo
e' l'iter
piu' logico
e completo
comunemente
accertato.
La
tendenza a
spettacolarizzare
il processo
era molto
marcata; si
cercava di
dare il massimo
di pubblicita'
al dibattito
e a protrarlo
nel tempo
(sopratutto
se l'accusato
era benestante).
Un'altra caratteristica
era quella
di annotare
e verbalizzare
ogni atto,
dichiarazione
o evento processuale
con estrema
pignoleria;
questo ha
consentito
agli storici
di ricostruire,
con molta
precisione,
lo svolgimento
di alcuni
processi molto
significativi.
Normalmente
la verbalizzazione
degli atti
processuali
veniva affidata
ad un notaio
patentato.
§ 18.1
- IL PROCESSO:
SOSPETTI ED
ACCUSE
Nel
periodo di
massimo furore
persecutorio
delle streghe,
essere accusati
di aver fatto
un patto col
Diavolo e
praticare
malefici era
una cosa facilissima,
specie nelle
campagne,
nell'ambito
di piccoli
miserabili
villaggi.
Erano necessarie
alcune condizioni,
assai frequenti
nel contesto
sociale in
cui era maturata
questa follia:
• essere
donna
• essere
sola ed indipendente
• vivere
miseramente
ai margini
della societa'
• vivere
di elemosina,
sovente richiesta
con insistenza.
In alcuni
casi, e senza
altre motivazioni,
il sussistere
di una o alcune
di queste
condizioni
fu piu' che
sufficiente
per provocare
l'arresto
"d'ufficio"
ed avviare
il processo
per stregoneria.
Molte di queste
persone, pur
essendo delle
miserabili,
venivano arrestate
come "esca"
da cui ottenere,
con la tortura,
i nomi di
altre persone,
presunte complici,
economicamente
piu' dotate
e quindi in
grado di arricchire,
con successivi
processi,
i magistrati,
il clero e
tutti gli
altri appartenenti
all'apparato
giudiziario.
In
altri casi
invece la
vittima veniva
accusata da
testimoni
di comodo,
ai quali era
garantito
l'anonimato
ed una adeguata
ricompensa,
disposti a
giurare il
falso su fatti
e circostanze
che oggi possono
apparire come
dementi.
Quello che
segue e' un
campionario,
ovviamente
incompleto
di circostanze
e di atti
anche innocenti
che potevano
aprire la
strada verso
il rogo:
• non
praticare
alcuna religione
• non
andare regolarmente
in chiesa
• non
rispettare
il riposo
domenicale
• avere
pronunciato
qualche bestemmia
• fornicare
e prostituirsi
• essere
sospetti di
adulterio
• aver
abortito o
aiutato ad
abortire
• accennare
qualche passo
di danza in
prossimita'
o attorno
ad un fuoco,
sole o in
compagnia
• possedere
un rosario
privo della
relativa crocetta
• tenere
in grembo,
accarezzare
e/o nutrire
un gatto nero
(§31
- Gatti e
demoni)
• pronunciare
preghiere
o fare atti
di devozione
in chiese
in rovina
e sconsacrate
• tenere
in casa un
galletto nero
• raccogliere
erbe e radici
durante la
festa di S.
Antonio
• raccogliere
erbe e radici
genuflessi
verso oriente
• essere
omosessuali
• aver
curato con
pozioni o
unguenti un
infermo che
poi era morto
• praticare
in genere
l'arte di
curare con
le erbe
• aver
pronunciato,
nel corso
di un litigio,
parole oscure
ritenute maledizioni
in grado di
procurare
il "malocchio"
e la "malasorte"
• essere
figlia/figlio
di donna gia'
condannata
per stregoneria
• avere
inveito e/o
minacciato
qualcuno che
aveva rifiutato
l'elemosina.
Questo e'
dunque un
campionario
delle banalita'
che, se opportunamente
testimoniate
da qualcuno,
potevano provocare
l'arresto
ed il processo.
Era sufficiente
che in qualche
sperduto villaggio
accadesse
qualcosa di
insolito come:
una qualsiasi
disgrazia,
una grandinata,
la morte improvvisa
di una persona,
una malattia,
un incendio,
un furto,
un naufragio,
un infortunio
ad un bimbo,
la morte repentina
di una vacca
malnutrita
che subito
il fatto veniva
collegato
all'opera
malefica di
una qualche
mendicante
brontolona
passata, alcuni
giorni prima,
a chiedere
l'elemosina
o a qualche
vicina/o particolarmente
indisponente,
di cui si
desiderava
liberarsi.
In
altri casi
le accuse
erano piu'
specifiche
e tali da
lasciare intendere
come la scusa
della stregoneria
fosse sovente
un comodo
mezzo per
dirimere questioni
familiari,
politiche
o per togliere
dai piedi
presenze fastidiose
ed indesiderate.
Molte madri
di famiglia
dispotiche
ed autoritarie
verso il marito
o i figli
adulti, furono
accusate di
stregoneria
dai loro stessi
congiunti
e tolte di
mezzo.
Se poi una
donna sola
era ricca
ed esercitava
una qualche
influenza
nell'ambito
della comunita'
locale, un'accusa
di stregoneria
ben congegnata
consentiva
a lontani
parenti e
ai magistrati
di appropriarsi
e spartirsi
il patrimonio
senza tanti
problemi di
successione.
Per inciso,
Giovanna d'Arco
fini' sul
rogo non solo
per motivi
politici,
insufficienti
ad una tale
condanna,
ma in quanto
accusata anche
di essere
strega ed
aver eseguito
riti pagani
danzando intorno
al grande
faggio magico
di Domrémy
ed averne
adornato i
rami con ghirlande
di fiori;
se si fosse
trattato solo
di delitto
politico o
di tradimento
avrebbe dovuto
essere decapitata
o strangolata.
Nei
paesi originariamente
celtici le
sacerdotesse
del culto
locale (druidesse),
man mano che
l'invasione
cristiana
procedeva,
vennero dichiarate
streghe per
definizione.
Pur non potendo
essere accusate
di aver fatto
un patto col
Diavolo, le
druidesse
erano invise
al clero in
quanto concorrenti
della bottega
cristiana
e, sopratutto
perche', pur
essendo donne
esercitavano
funzioni sacerdotali;
cosa assolutamente
inconcepibile
all'assurda
misoginia
dei sacerdoti
cristiani.
La
strega era,
nella maggior
parte dei
casi, persona
indigente
e miserabile
che vivacchiava
con la raccolta
dei frutti
spontanei
che la natura
offriva e
di elemosine
sovente negate.
Nelle campagne
dove l'assistenza
medica era
sconosciuta
(e persino
impensabile),
la strega
cercava di
trarre sostentamento
sfruttando
quelle nozioni
che le erano
state tramandate,
preparando
rimedi a base
di erbe da
vendere o
scambiare
con cibo con
quanti erano
nella necessita'
di curarsi.
Questo la
rendeva sospetta
e quindi perseguibile,
da parte della
chiesa, per
almeno due
ragioni:
• la
malattia veniva
considerata
e predicata
dalla chiesa
come un "castigo
divino"
per i peccati
commessi e
pertanto gli
unici rimedi
possibili,
per i poveracci,
erano il pentimento
e la preghiera.
Era temerario
anche il solo
pensare che
potessero
esserci altri
rimedi al
di la' della
superstizione
cristiana.
• pero'
chi aveva
quattrini
poteva indurre
il padreterno
a chiudere
un occhio
ricorrendo
a rimedi del
tutto simili
a quelli delle
streghe, preparati
nelle cantine
dei monasteri
da monaci
erboristi
e/o alchimisti;
verso di essi
la strega,
con le sue
modeste pretese,
si poneva
in fastidiosa
concorrenza.
• restava
comunque mal
vista la concorrenza
tra i medici
"laureati",
provenienti
dall'ambiente
universitario
ortodosso
e le erboriste,
mammane, ecc.
che si muovevano
in un ambiente
teologicamente
sospetto.
E' interessante
rileggere
a questo proposito
SHAKESPEARE,
Romeo e Giulietta,
Atto II, Sc.III
- La cella
di Frate Lorenzo.
§ 18.2
- IL PROCESSO:
L'ARRESTO
Su
ordine del
magistrato
o dell'inquisizione
almeno quattro
militi venivano
incaricati
di arrestare
la presunta
strega, giocando
sul fattore
sorpresa.
L'arrestata
doveva essere
immediatamente
posta dentro
una grossa
cesta e condotta
in carcere
tenendola
ben sollevata
da terra.
Si riteneva
che se la
strega avesse
toccato terra
avrebbe potuto
acquisire
la forza di
resistere
a qualsiasi
tortura procurandosi
il cosidetto
"maleficia
taciturnitatis".
Anche
il fattore
sorpresa era
importante
in quanto
la strega,
se messa in
allarme, avrebbe
potuto volare
via a cavallo
di una scopa
o di un animale,
oppure acquisire
il maleficia
taciturnitatis:
• bevendo
un miscuglio
di acqua,
vino e menta
• mangiando
una focaccia
impastata
con il latte
di una madre
e di una figlia
• inghiottendo
del sapone
ammollato
in acqua
• uccidendo
un neonato,
non ancora
battezzato,
bruciandolo
e cospargendosi
il capo con
le sue ceneri.
§
18.3 - IL
PROCESSO:
IL MARCHIO
DEL DIAVOLO
Durante
i processi
di stregoneria
la ricerca
del marchio
era un atto
propedeutico
ed indispensabile
per la prosecuzione
del processo
stesso e per
l'applicazione
della tortura.
Quindi all'inizio
del processo
la strega
veniva denudata
e rasata dalla
testa ai piedi
in modo da
rintracciare
sul suo corpo
quel marchio
che provava
indiscutibilmente
il suo patto
demoniaco.
Secondo i
saggi inquisitori:
• non
poteva esistere
strega che
non avesse
fatto un patto
col Diavolo
• non
poteva esistere
patto che
non fosse
segnato dall'indispensabile
marchio.
La ricerca
del marchio,
se questo
non era subito
e chiaramente
individuabile,
poteva durare
ore, a volte
giorni, nel
qual tempo
zelanti ed
esperti pungitori
trafiggevano
il corpo della
vittima, comprese
le parti piu'
intime, con
degli spilloni
per individuare
e far risaltare
il segno nascosto.
Si
supponeva
che il patto
col Diavolo
potesse essere
stipulato
in varie occasioni,
per esempio
nel corso
di particolari
cerimonie
solenni notturne,
alle quali
partecipavano
streghe ed
aspiranti
tali. Nel
corso di tali
cerimonie
le streghe
evocavano
il Diavolo
e lo onoravano
uccidendo
neonati e
bevendo il
loro sangue.
Pero' la maggior
parte degli
autori di
§ 14
riteneva che
le cose avvenissero
in altro modo
e che fosse
il Diavolo
a scegliere
ed adescare
la donna (o
l'uomo) con
cui stipulare
il patto,
secondo una
procedura
abbastanza
convenzionale:
• Di
solito il
Diavolo assumeva
l'aspetto
di un bel
giovane, molto
elegante ed
appariva alla
candidata
strega adescandola
con l'offerta
di appetitose
ricompense,
concessione
di poteri
personali
o promesse
di travolgenti
appagamenti
sessuali,
cosa quest'ultima
assai apprezzata
e gradita
da parte delle
donne di una
certa eta'
e sole al
mondo.
•
La candidata
doveva ripudiare
la fede cristiana,
sputando e
calpestando
un crocifisso
o altra immagine
sacra.
•
La strega
veniva poi
ribattezzata
nel nome di
Satana e gli
rendeva omaggio
baciandogli
il sedere.
•
• Qualche
volta (non
tutti concordano)
la strega
riceveva in
dono una moneta,
destinata
a trasformarsi
in una pietra
inutile, non
appena il
patto fosse
stato concluso.
• Il
patto veniva
redatto e
sottoscritto
col sangue
su di una
pergamena
vergine e
conteneva
una dichiarazione
formale del
seguente tenore:
"Mi
impegno a
ricompensare
il mio signore
Satana, tra
venti anni,
di tutti i
doni che Egli
mi fara'.
Con questo
patto gli
concedo il
mio corpo
e la mia anima
di cui potra'
disporre a
suo piacimento."
• Infine
la nuova strega
riceveva dal
Diavolo un
marchio in
un punto ben
nascosto del
corpo; in
genere nelle
parti intime,
ma non sempre.
Il marchio
poteva consistere
nella particolare
disposizione
di alcuni
nei, un segno
sulla pelle
avente la
forma di una
zampa di pollo,
oppure il
cosidetto
"occhio
del Diavolo"
che consisteva
in uno speciale
neo collocato
nella parte
interna di
una coscia,
in prossimita'
della vagina.
Il marchio
poteva anche
essere invisibile
e consistere
in una piccola
parte dell'epidermide
resa insensibile
al dolore
e non sanguinante
se trafitta.
In determinate
occasioni,
al fine di
individuare
comunque il
marchio, vennero
usati particolari
spilloni con
punta rientrante
quando erano
premuti sul
corpo della
vittima. In
questo caso
la mancanza
di dolore
veniva interpretata
come chiaro
segno dell'esistenza
del marchio.
Questi spilloni
con la punta
retrattile
furono inventati,
all'inizio
del seicento,
dal medico
inglese Hopkins
per facilitare
il lavoro
degli inquisitori.
Alcuni testi,
riferiti alle
streghe nostrane,
affermavano
che dopo un
iniziale consenso
al patto,
il Diavolo
portasse la
donna in volo
al "Grande
Noce di Benevento",
sotto il quale
riceveva il
giuramento
della nuova
adepta.
Qualche
volta il Diavolo
esagerava.
Nel 1657,
sul corpo
di Janet Bruce,
una strega
scozzese,
gli attenti
ricercatori
di marchi
ne trovarono
quattro.
Diventata
strega a tutti
gli effetti,
la nuova adepta
aveva la facolta'
di invocare
il Diavolo,
o altri demoni,
e ricevere
precise istruzioni
e sostegno
nell'operare
malefici,
comporre pozioni
ed unguenti
diabolici
e apprendere
formule segrete
e simboli
magici.
§ 18.4
- IL PROCESSO:
L'INTERROGATORIO
Dopo
aver individuato
sul corpo
della vittima
il marchio
satanico (cosa
che era del
tutto scontata
e che di per
se meritava
gia' il rito
purificatore
del rogo),
si procedeva
all'interrogatorio,
opponendo
alle eventuali
negazioni
dell'accusata
le dichiarazioni
di comodo
dei testi
dell'accusa.
Comunque
si riteneva
la colpa accertata
quando esistevano
due testimoni
oculari a
carico oppure
una confessione
resa dall'accusata,
spontaneamente
o sotto tortura.
I
testi dell'accusa
erano solitamente
degli sprovveduti
ruffiani,
sovente pagati
sottobanco,
disposti a
giurare qualsiasi
cosa com